UNICA Unione Italiana Consulenti Ambientale ha come scopo da Statuto la promozione e la qualificazione del Consulente Ambientale.
Dal 2000 UNICA sta portando avanti il progetto del riconoscimento della figura professionale del Consulente Ambientale. Questa è una esigenza molto sentita da chi opera nel settore.
Si era partiti dall’idea di far certificare da un organismo competente alcuni percorsi formativi specifici, e poi certificare il professionista che superava quel singolo percorso formativo, sul modello del Valutatore Ambientale.
La difficoltà si è riscontrata nella molteplicità quasi infinita delle discipline ambientali. Il percorso formativo da certificare diventava quasi enciclopedico e non realistico.
Il tentativo di spezzettare le diverse professionalità, e quindi di creare un esperto di Rifiuti, uno di Energia, uno di Acque, uno di Acustica, ecc, si è valutato poco attinente e attuale, poiché molte di queste specializzazioni e competenze già hanno un loro riconoscimento (vedi appunto di Valutatore di SGA, l’Energy Manager ecc) e comunque non mettono a fuoco le caratteristiche proprie del Consulente Ambientale.
Il lavoro svolto dal progetto Leonardo EcoStandsFor, (a cui UNICA ha partecipato insieme ad altri 7 paesi dell’Europa centrale) evidenza la esistenza in molti paesi Europei della figura dell’Eco Consulente, come di un professionista che ha competenze di base sui temi ambientali, alcune competenze specifiche su uno o più temi ambientali e soprattutto skills di comunicazione e facilitazione dei processi di sviluppo sostenibile. L’Ecoconsulente di stampo europeo si pone come interfaccia tra le Istituzioni, la cittadinanza e le imprese, nonché tutti gli stackholders, per facilitare i processi ambientali. Opera negli enti locali, nelle organizzazioni non governative che affiancano la politica nella individuazione di strategie e scelte finalizzate alla salvaguardia ambientale.
Si è quindi valutato che la caratteristica dell’Ecoconsulente sia proprio lo skills comunicativo e di facilitatore, anche alla luce delle esigenze/esperienza italiane recenti e attuali.
Lo sbocco lavorativo dell’Ecoconsulente di stampo europeo in Italia, come esigenza espressa chiaramente dalla situazione attuale, ma anche come esigenza non riconosciuta da parte degli enti locali e delle istituzioni preposte, è presso gli enti locali. Qui l’esperienza dei Comuni Virtuosi e dei dati disponibili di risparmio economico netto per quei comuni che attuano una politica di sostenibilità è chiara. Affianco a ciò l’esperienza dell’istituto Ecoconseil di Namur rappresenta un altro valido esempio della utilità di questa figura nell’Ente Locale.
Altro sbocco lavorativo si individua nelle organizzazioni/confederazioni di imprese.
Studi europei (da ECAP Programme) dimostrano quanto le PMI siano responsabili dell’inquinamento ambientale e quanto possano migliorare le condizioni dell’Ambiente se le PMI rispettassero le normative ambientali. Per questo l’Europa con il programma ECAP incentiva ed invoglia le organizzazioni delle imprese e soprattutto le CCIAA a organizzare presso di loro degli uffici che si occupino di ambiente, per supportare in rete le PMI e facilitare lo sviluppo sostenibile e in network delle imprese a tali temi.
L’Eco consulente è il professionista in grado di rispondere a queste esigenze.
UNICA Unione Italiana Consulenti Ambientale ha come scopo da Statuto la promozione e la qualificazione del Consulente Ambientale.
Dal 2000 UNICA sta portando avanti il progetto del riconoscimento della figura professionale del Consulente Ambientale. Questa è una esigenza molto sentita da chi opera nel settore.
Si era partiti dall’idea di far certificare da un organismo competente alcuni percorsi formativi specifici, e poi certificare il professionista che superava quel singolo percorso formativo, sul modello del Valutatore Ambientale.
La difficoltà si è riscontrata nella molteplicità quasi infinita delle discipline ambientali. Il percorso formativo da certificare diventava quasi enciclopedico e non realistico.
Il tentativo di spezzettare le diverse professionalità, e quindi di creare un esperto di Rifiuti, uno di Energia, uno di Acque, uno di Acustica, ecc, si è valutato poco attinente e attuale, poiché molte di queste specializzazioni e competenze già hanno un loro riconoscimento (vedi appunto di Valutatore di SGA, l’Energy Manager ecc) e comunque non mettono a fuoco le caratteristiche proprie del Consulente Ambientale.
Il lavoro svolto dal progetto Leonardo EcoStandsFor, (a cui UNICA ha partecipato insieme ad altri 7 paesi dell’Europa centrale) evidenza la esistenza in molti paesi Europei della figura dell’Eco Consulente, come di un professionista che ha competenze di base sui temi ambientali, alcune competenze specifiche su uno o più temi ambientali e soprattutto skills di comunicazione e facilitazione dei processi di sviluppo sostenibile. L’Ecoconsulente di stampo europeo si pone come interfaccia tra le Istituzioni, la cittadinanza e le imprese, nonché tutti gli stackholders, per facilitare i processi ambientali. Opera negli enti locali, nelle organizzazioni non governative che affiancano la politica nella individuazione di strategie e scelte finalizzate alla salvaguardia ambientale.
Si è quindi valutato che la caratteristica dell’Ecoconsulente sia proprio lo skills comunicativo e di facilitatore, anche alla luce delle esigenze/esperienza italiane recenti e attuali.
Lo sbocco lavorativo dell’Ecoconsulente di stampo europeo in Italia, come esigenza espressa chiaramente dalla situazione attuale, ma anche come esigenza non riconosciuta da parte degli enti locali e delle istituzioni preposte, è presso gli enti locali. Qui l’esperienza dei Comuni Virtuosi e dei dati disponibili di risparmio economico netto per quei comuni che attuano una politica di sostenibilità è chiara. Affianco a ciò l’esperienza dell’istituto Ecoconseil di Namur rappresenta un altro valido esempio della utilità di questa figura nell’Ente Locale.
Altro sbocco lavorativo si individua nelle organizzazioni/confederazioni di imprese.
Studi europei (da ECAP Programme) dimostrano quanto le PMI siano responsabili dell’inquinamento ambientale e quanto possano migliorare le condizioni dell’Ambiente se le PMI rispettassero le normative ambientali. Per questo l’Europa con il programma ECAP incentiva ed invoglia le organizzazioni delle imprese e soprattutto le CCIAA a organizzare presso di loro degli uffici che si occupino di ambiente, per supportare in rete le PMI e facilitare lo sviluppo sostenibile e in network delle imprese a tali temi.
L’Eco consulente è il professionista in grado di rispondere a queste esigenze.